La mia città, Novara

Novara, la mia cara Novara è un’interessante cittadina inserita nel circuito delle Città d’arte della Pianura e apprezzata per la sua ricchezza. Le testimonianze storiche e artistiche più significative della città sono concentrate nel caratteristico centro storico, un vero e proprio scrigno di tesori di inestimabile valore. Definita da sempre un grande paesotto perché ha il pregio di non avere il caos delle grandi città e conserva ancora la routine dei paesi di provincia.

Dall’autostrada o entrando dalla periferia si nota la maestosa cupola di S. Gaudenzio progettata da Alessandro Antonelli nel XIX secolo e aggiunta al corpo della chiesa già presente fin dagli inizi del 1600. Infatti fu costruita dopo l’abbattimento di un antica basilica situata nell’attuale viale XX Settembre su ordine di Carlo V che voleva trasformare Novara in una imprendibile piazzaforte da opporre ai francesi. I Novaresi della città e dei paesi circostanti si impegnarono al versamento di una offerta per la ricostruzione della Basilica dopo che la città scampò miracolosamente alla pestilenza del 1576. Tutt’oggi rimane il simbolo della città e affascinante monumento da visitare ed è per questo motivo che ho iniziato questo viaggio virtuale alla scoperta delle sensazione che la città mi suscita proprio dalla famosa cupola.

Entrando in città e percorrendo i corsi principali, arrivando fino alle piccole vie del centro si possono  ammirare gli eleganti edifici caratterizzati dai tipici portici delle importanti città piemontesi, le antiche chiese, ma soprattutto l’imponente cattedrale costruita, anch’essa, sul progetto dell’Antonelli. Io adoro la cura e la precisione della sua architettura con il colonnato d’ingresso che si affaccia su piazza della Repubblica e il magnifico piazzale d’entrata che divide il monumento dal battistero di origine romanico.

Passeggiando in piazza delle erbe penso a tutto quello che ha significato per me la piazza negli anni scolastici, quando uscivo all’ultimo suono della campanella e con lo zaino sulle spalle andavo il libreria e poi di corsa fino a casa per studiare le materie del giorno dopo. Per capire Novara bisogna viverci e non stare a leggere le mille parole sulle guide o le varie indicazioni turistiche. Bisogna vederla di giorno tra le automobili parcheggiate e il rumore irriverente, ma anche di notte dopo si popola di ragazzi fuori dai bar più famosi, fuori dalle vie che parlano e si raccontano. Bisogna camminare lungo l’allea nel tardo pomeriggio e sedersi sotto gli alberi secolari a leggere un libro e osservare i bambini accompagnati dai loro genitori che corrono giù fino al grande parco o andare la domenica allo stadio a gridare a squarciagola a favore degli azzurri novaresi arrivati in serie A dopo un duro lavoro di squadra.

Tutto questo è la mia città, le emozioni che mi trasmette ogni giorno e per la quale il mio lavoro è rivolto. Amo vivere a Novara e amo difenderla dagli attacchi sterili di persone che non capiscono il suo potenziale.

Il mio impegno civile è anche in difesa della mia città e della mia cultura.

Domenico